L’abbandono di guanti e mascherine usa e getta: una minaccia per l’ambiente e la biodiversità

L’abbandono, sempre più diffuso, di guanti e mascherine usa e getta nelle strade delle nostre città, sulle spiagge fino al mare, diventa una minaccia per l’ambiente e la biodiversità.

Oltre alla possibile diffusione di microplastiche nei mari, un altro aspetto da non sottovalutare per quanto riguarda l’impatto ambientale di alcune tipologie di guanti e mascherine è l’utilizzo di alcune sostanze chimiche per il loro trattamento. I prodotti chimici utilizzati per la produzione di questi DPI non sono resi noti pubblicamente. Tra questi, l’acido perfluoroottanoico (PFOA), appartenente alla famiglia degli PFAS, è un agente chimico con proprietà repellenti, vietato a livello globale con la Conferenza di Stoccolma per la sua tossicità (colpisce fegato e tiroide) e per la sua capacità di dispersione. A questo divieto c’è però un’eccezione, proprio per il trattamento di prodotti sanitari. Un altro prodotto chimico che preoccupa sono gli ftalati, utilizzati per trattare prodotti in PVC come i guanti monouso, che quando vengono incenerite rilasciano inquinanti molto tossici e pericolosi. Tutte queste sostanze, se disperse nell’ambiente o gestite in maniera scorretta a fine vita, sono causa di un inquinamento molto esteso e pericoloso sia per l’ambiente che per l’uomo: possono contaminare falde, suolo e aria.

Con la realizzazione di questa azione di Citizen Science, ci poniamo l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui danni all’ambiente causati dall’abbandono dei dispositivi di protezione individuale, monitorando i casi già significativi per facilitare poi interventi di pulizia e proponendo alternative concrete e sicure all’usa e getta, rappresentate dalle diverse tipologie di mascherine certificate e riutilizzabili già presenti sul mercato e che sono disponibili